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Sostenere il progetto di vita promuovendo la realizzazione dello sviluppo individuale e la partecipazione all'esperienza sociale delle persone con disabilità. È questo l'obiettivo di una comunità inclusiva. Ma quali sono le caratteristiche che rivelano le capacità di un territorio di garantire alle persone con disabilità la prospettiva di una vita adulta, all'insegna del benessere e della propria realizzazione sia privata sia sociale?

È questa la domanda che ha generato la nascita del progetto CAD - Comunità Amiche della Disabilità, con il quale Fondazione ASM con Fondazione Villa Paradiso e Congrega della Comunità Apostolica hanno avviato, insieme a S.I.Di.N – Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo, un percorso di ricerca e di riflessione volto ad individuare i requisiti che consentano a un territorio di valutare meglio la propria capacità di supportare in modo efficace e generalizzato le persone con disabilità.

Il progetto, nato sulla falsariga dell’esperienza della Federazione Alzheimer Italia e del Dementia Friendly Community messo a punto in Gran Bretagna, punta a creare un marchio, Comunità Amiche della Disabilità appunto, che riconosca determinati standard a cui fare riferimento e che possa incentivare la crescita di comunità inclusive attraverso la promozione di ambienti urbani nei quali le persone con disabilità siano comprese, rispettate, sostenute e fiduciose di poter contribuire alla vita della loro collettività.

La costruzione del referenziale, curato dalla società scientifica, contenente la serie di indicatori individuati nel percorso di valutazione e certificazione, ha chiuso la prima fase del progetto con la presentazione dei dati nell'ambito di una Consensus Conference a Brescia.
Il percorso di certificazione/riconoscimento proseguirà con la formazione dei verificatori e con la messa a punto delle esperienze pilota e culminerà nella redazione di un report finale sotto forma di pubblicazione scientifica.

 

 

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