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Donna di pensiero e di slanci, geniale e passionale, attiva e contemplativa, Etty Hillesum, ebrea-olandese morta ad Auschwitz a 27 anni, non è una figura semplice da raccontare in teatro.

Le precedenti rappresentazioni consistevano in monologhi, mentre ne "L’Acrobata. Etty Hillesum, l’intelligenza del cuore" Etty risulta un personaggio a tutto tondo, grazie anche alla soluzione registica di affidare la parte a tre attrici. Con Hannah Arendt, Simone Weil e Edith Stein, la Hyllesum, nata in una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, incarna la coscienza morale, critica e responsabile della contemporaneità di fronte all’orrore nazista. Lo spettacolo, prodotto da Aità in collaborazione con la Cooperativa cattolico democratica di cultura e con il sostegno della Fondazione Asm, parte dalla drammaturgia di Lucilla e Marta Perrini che prendono spunto dal "Diario 1941-1943" per proporre un entusiasmante viaggio interiore.

Questo diario è uno straordinario inno alla vita dove non viene mai meno l’istinto civile, la consapevolezza che all’odio non si replica con l’odio. Dopo il sold-out della prima rappresentazione sono state fissate due repliche: il 5 e il 6 aprile al teatro Sant’Afra in vicolo dell’Ortaglia 6 a Brescia.

 

 

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