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Fondazione Asm e il comune di Brescia sono da sempre attenti alle esigenze del territorio. Da questo importante presupposto nasce «Adolescenti e teatro: la "Grande" avventura»: un progetto inedito per la città e destinato ai ragazzi tra i 12 e 18 anni con l’obiettivo di promuovere l'inclusione sociale attraverso la cultura e il teatro.

I giovani destinatari del progetto, individuati attraverso la collaborazione con i Servizi sociali del Comune di Brescia, saranno prevalentemente adolescenti della città, provenienti da situazioni svantaggiate. A questi si aggiungerà un gruppo di adolescenti che hanno già aderito a forme di volontariato e di cittadinanza attiva.

Due sono gli assi portanti del progetto: da un lato la fruizione dello spettacolo da condividere con un coetaneo o con un familiare, dall’altro l’avvicinamento dei giovani al Teatro Grande con la possibilità di conoscerne le dinamiche lavorative e i meccanismi di funzionamento della macchina teatrale.

Più precisamente verranno donati complessivamente 1.000 biglietti a 750 ragazzi del territorio e a 250 adulti, attraverso due azioni distinte per fasce d’età.

«Al Grande con un grande» è la parte del progetto destinata alla prima adolescenza, per i ragazzi dai 12 ai 14 anni. A 250 ragazzi che, per provenienza culturale e/o situazione sociale, difficilmente si recano a teatro verrà proposto di assistere ad uno spettacolo con un adulto.

«Al Grande alla grande!» è invece la parte del progetto destinata agli adolescenti tra i 14 e i 18 anni. A 250 ragazzi, in parte provenienti da situazioni di disagio-culturale ed in parte selezionati tra coloro che si sono distinti per aver partecipato a servizi di volontariato e cittadinanza attiva, verrà proposto di condividere l’esperienza teatrale con un coetaneo. Oltre alla parte più strettamente legata alla fruizione dello spettacolo, il progetto prevede anche un ciclo di appuntamenti e attività legate al mondo del teatro: «Incontriamo il Teatro Grande».

Roberto Cammarata, presidente della Fondazione Asm, ha sottolineato come questo progetto sia «una buona pratica che unisce cultura e sociale, ponendo un’attenzione particolare ai bisogni della città, con l’obiettivo della coesione e inclusione sociale degli adolescenti nella comunità».

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